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Studio d'Arte Roberto di Jullo : 00184  Roma , Via del Boschetto 141 - Tel 339.1919027 ;  67033 Pescocostanzo (Aq) , Via della Fontana 7 - Tel. 0864.642416

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"Galoppo sul prato ove le erbe arsicce si ravvivano. Il cavallo si eccita, cerca di guadagnar la mano, si copre di schiuma. Una felicità muscolare m'inonda; l'orgoglio della solitudine mi gonfia il cuore. Porto non so che musica in me. Non ho in me pensieri definiti, ne' immagini compiute" ( Gabriele D'Annunzio )

 

ROBERTO di JULLO è nato a Forlì del Sannio nel 1945; ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Isernia e i corsi di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma; dal '64 al '66 a Roma ha realizzato composizioni scenografiche per il teatro d'Avanguardia. Stabilitosi definitivamente a Roma nel '66, ha ampliato i suoi interessi artistici e culturali partecipando a numerose manifestazioni tra le quali il Festival di Spoleto del '67 dove ha realizzato come scenografo quattro commedie. Dall'anno successivo, e per oltre dieci anni, è stato collaboratore della RAI - TV come disegnatore ai servizi del Telegiornale. Alla sua attività di pittore ha affiancato interessi e ricerca nel settore della grafica pubblicitaria diventando art-director di due società romane. E' in questo periodo (1967) che matura in Roberto di Jullo la decisione di dedicarsi completamente alla ricerca grafico-pittorica. Da qui l'esposizione delle sue opere in diverse mostre personali e rassegne d'arte contemporanea in Italia e all'Estero. Tra le ultime esposizioni figurano quelle di Tunisi, Algeri, Atene, Rabat, e Salonicco presso i rispettivi Istituti Italiani di Cultura Francese. Attività didattica che lo aveva già visto presente presso la Scuola di Palazzo Rivaldi di Roma in collaborazione con i più noti maestri d'arte contemporanea. Il Maestro oltre al tema equestre è impegnato nella ricerca della 'figura femminile' che lo porta alla sua stilizzazione fino a racchiuderla in un concetto embrionale. Il concretarsi di tali approfondimenti stilistici si evidenziano nella realizzazione di dipinti a olio su tela e fondo oro, smalti, disegni a inchiostro, pastelli, incisioni all'acquaforte, punte secche, acquetinte, ceremolli, tempere e acquerelli. Roberto di Jullo vive e opera a Pescocostanzo (Aq) nello studio di Via della Fontana, 7 nello storico 'Palazzetto Mosca' ove nel lontano 1555 i dotti della Famiglia Mosca tennero un ginnasio, una scuola di grammatica, aritmetica, storia, filosofia e teologia. Il Maestro di Jullo possiede un'altro studio d'arte in Roma, via del Boschetto 141 nell'antico e prestigioso Rione Monti.

Del Maestro di Jullo scrive ALBERTO SUGHI: "E' raro oggi vedere un artista che si affidi al proprio talento; un artista che, credendo alla propria ispirazione, insegua naturalmente il proprio destino poetico. E' raro perchè la tirannia dell'informazione  e il diffondersi di tecniche e supporti meccanici e fotografici finiscono per comprimere le personalità di tanti pittori che sembrano appiattirsi in un opprimente rituale. E' stato quindi motivo di profonda soddisfazione riconoscere nel lavoro di Roberto di Jullo il segno della passione e della indipendenza che ritengo qualità fondamentali e insostituibili perchè un pittore possa diventare un artista vero. I disegni dei cavalli colpiscono per la capacità di cogliere il movimento e la giustezza della forme. Questi bellissimi destrieri sembrano essere il simbolo della corsa della vita verso la libertà; una corsa o un inseguimento in cui c'è chi cade travolto dall'impeto e dalla foga; ma una corsa che non può fermarsi perchè la libertà è il fine stesso della vita. Si deve pensare di Delacroix? Forse... ma a me piace lasciare a Roberto di Jullo tutto il suo valere. E poi le donne; le tante donne disegnate e dipinte da Roberto di Jullo che ci parlano ancora della vita: la donna compagna, la donna che lavora con l'uomo, la donna amante, la donna matrice e la donna creatrice stessa della vita; negli ultimi dipinti pare assumere una forma ovulare; una forma primaria che contiene la vita. E? un pittore Roberto di Jullo che si misura con un mondo poetico di alto contenuto: la vita e la libertà. Per il suo talento e per il suo messaggio morale auguro a Roberto di Jullo il più vivo successo e gli attesto tutta la mia stima"

Del Maestro di Jullo scrive PIETRO CIMATTI: "All'origine, prima di tutte le complicazioni e gli smarrimenti, maestro Leonardo scrisse che 'il pittore pinge se stesso'; che riprenda una vertiginosa intuizione del maestro Dante:"nullo dipintore potrebbe porre alcuna figura, se intenzionalmente non si facesse prima tale, quale la figura esser dèe". E può sembrare, questo mio modo di avvio, il più arbitrario complicare un pittore così 'naturale', qual'è l'amico Roberto di Jullo, una pittura così leggibile, piacevole e immediata, qual'è la sua pittura e grafia, che addomestica un antico mondo di donne e di cavalli e lo dona al meno snobistico amatore d'arte. Ma il senso di quell'avvio, al di sotto dell'apparente complicazione, gelidamente erudita e soltanto questo, credo immediatamente condividibile: ossia che Roberto di Jullo dipinge e raffigura un mondo che ha sapore di brado e antico, di rusticano e di incorrotto, traendolo dal puro se stesso dalla sua natura originaria. Il maestro di Jullo incontra il suo pubblico con meravigliosa facilità e immediatezza ritraendo se stesso senza lacerazioni e violenze. Campiti dentro tondeggianti geometrie in un'aria ventosa, i suoi 'temi' raccontano di lui, sono i suoi sogni e suoi rimpianti, garantiscono al mondo urbano, che li acquisterà per le sue fragili pareti, che non tutto è perduto. Ciò che ha salvato Roberto di Jullo dai naufragi di cui è pieno l'oceano dell'arte moderna è il senso felicemente artigianale del suo operare, è l'aver messo su una libera bottega di pittura, in una vecchia Roma ancora non tutta corrotta, come fecero gli antichi maestri d'arte, dai quali si andava, con amicizia e fiducia, a ordinare opere per la casa e per la chiesa, per il regalo o per il dono a se stessi, e in intanto si aprivano cartelle di grafica, si spolveravano quadri ammonticchiati, si commentavano opere e persone del presente, in un'aggraziata dimestichezza - oggi quasi tutta perduta - tra l'artista e la sua gente in una felice concomitanza di desideri e di sogni."

Del Maestro di Jullo scrive VITO BOFFOLI: "Artista dotato di spiccata sensibilità, di intelligenza, di senso creativo, trasmette nei suoi quadri, nei tratti essenziali, nelle variegate tonalità di colori, un microcosmo sì vivo e denso di amore, ora ieratico, ora sfrenato e sensuale, ora misto di abbandono e solitudine. Come in un immergersi in un passato, scorgiamo nelle sue opere voci, figure, colori, momenti di vita, che tutti riecheggiano antichi miti, conservati quasi religiosamente nell'intimo del suo animo. Figure femminili si dispiegano nelle sue tele come immagini fuori dal tempo e dal luogo; non esistono contorni che delimitano lo spazio, ma in atmosfera quasi fluttuante ed eterea, si impressionano con ruvida forza, gambe, seni, corpi, profili, tutti intrecciati da un'unica azione dinamica che chiude gli spazi, e tutti tesi in uno sforzo, sia fisico che emotivo colto nel momento più vivido ma anche più semplice. Le linee, le curve, il colore denso e sfumato , caldo e passionale, paesaggi appena accennati, traducono l'amore, la sotterraneità dell'artista verso un mondo semplice, contadino, ove la tradizione e l'amore per la madre terra, la fusione Uomo-Natura, il vivere in collettività, la grande forza interiore che sprigiona nella fusione IO-Tu, viene tutto ciò racchiuso in queste figure femminili che spesso, come in magici cerchi siedono in attesa, in solitudine, in pause di vita. I cavalli bellissimi nell'invenzione del segno, assumono nello slancio e nella forma una ricchezza plastica che rivela la trepidazione con cui la sensualità si svela in uno sforzo misto di ingenuità e pudore. Sono loro i 'cavalli' rappresentanti di un sesso istintivo ancora vivo, strettamente legato alla natura, che gridano la ribellione dell'artista contro la mostruosità, l'irrazionale di un mondo, d'una realtà che di giorno in giorno propone il suo viso sempre più vitreo, per l'avanzare di una tecnologia a servizio del gioco consumistico della civiltà industriale"

Del Maestro di Jullo scrive GIUSEPPE PERRELLA: "Nelle opere del Maestro di Jullo il movimento e l'azione rimangono sospesi, non orientati verso un possibile e prevedibile movimento. La maestria figurativa viene spinta oltre l'evocazione della continuità meccanica del movimento rappresentato. Da qui nasce l'ironia del Maestro quando raffigura i suoi cavalli: il cavallo in sospensione è come il raccoglimento dell'atleta ai blocchi di partenza visto con l'ironia della sorte: lo sparo può far saltare in avanti come accasciare a terra. I suoi cavalli riescono a fissare l'anima, l'origine sostanziale , la biologia del movimento attraverso un equilibrio dinamico instabile che è un pulsare o un respiro. In casa i quadri del Maestro di Jullo ci trasportano in un fuori tempo, in una dimensione di estraniamento nella quale diventa possibile cogliere il pulsare di un cuore, i battiti di un orologio, l'anima della casa."

Del Maestro di Jullo scrive LEO STROZZIERI : "Mai Roberto di Jullo, nella sua lunga militanza artistica, ha costretto la realtà al naufragio come è accaduto per gran parte delle avanguardie. Il soggetto a lui più caro, quello dei cavalli, per il quale il suo amico Alberto Sughi ha speso bellissime parole, credo sia opportuno rilevare come essi si muovano con un dinamismo per lo più circolare compiendo il transfert simbolico germinativo insito nella fabulazione ovoidale; inoltre le figure consentono una impaginazione da palcoscenico, quasi fossero attori che recitano una parte teatrale che in base alle posture degli animali ribaltati sovente all'indietro non potrà che essere drammatica. L'evidenza prospettica proietta sullo sfondo delle opere un'atmosfera sospesa, una durata temporale dilatata al limite del metafisico: in questo senso l'incanto, il sogno rimandato a certe esperienze del giovane De Chirico. Per il Maestro di Jullo il riferimento alla tradizione , il peso ben accettato di una cultura figurativa non sconfina nel citazionismo anacronistico, tant'è che utilizza soluzioni ardite frutto della coscienza dell'hodie sul piano stilistico. Basti citare l'altro tema a lui caro, quello della donna, immortalato in una lunghissima serie di inchiostri, di matite grasse. Ebbene egli sottopone le figure a metamorfosi, colta sul foglio o sulla tela nel momento incipiente, quello della stilizzazione triadica ovoidale: tre forme appunto e cioè il capo, la parte superiore del corpo ed infine quella inferiore con l'appendice delle gambe. Il gioioso segno dinamico e ininterrotto circolare si avviluppa con qualche vibrazione extra, modellando con compostezza e sapienza estetica l'anatomia. L'euforia, seppure controllata del gesto, diventa canto lirico, idillio, energia che genera l'entasi per la proposta di una umanità giubilante che non declina."       

 

 

 

 
 

 

Studi:

ROMA

Via del Boschetto , 141 - Tel. 339.1919027

 

PESCOCOSTANZO  ( AQ )

Via della Fontana , 7 - Tel 0864.642416

 

Per Informazioni :

robertodijullo@alice.it  ;  informazioni@dijullorobertocavalli.com

Telefono Mobile 339.1919027

 

Studio d'Arte Roberto di Jullo : 00184 Roma , Via del Boschetto 141 - Tel. 339.1919027 ;  67033 Pescocostanzo ( Aq ) , Via della Fontana 7 - Tel 0864.642416

 

 

 

 

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